mercoledì 8 giugno 2016

ALITALIA - ADDIO ALLA DIVISA

 Oggi 8 giugno 2016, la giacca verde delle hostess Alitalia e la giacca blu degli stewards (che poverini non sono mai menzionati) viene definitivamente sostituita da un fantastico cappellino rosso, ispirato, come dice lo stilista che l'ha disegnato, alle cinque terre.... (e se vede..).
In questo modo gli assistenti di volo dell'Alitalia hanno voluto salutare la vecchia divisa. Hostess e steward hanno appeso i loro vecchi foulard e cravatte ad una catena in aeroporto. Nostalgici eh??!!!!!

Si un po' lo sono, e amano il loro lavoro.

Certo cambiare divisa dopo 18 anni per una categoria non è facile. La divisa è quel qualcosa che ti da un senso di appartenenza, ti fa sentire parte integrante di un gruppo. La divisa, è quell'abito che tutti critichiamo perché annulla la personalità, perché ci sta male, perché potevano farla più comoda, potevano farla più leggera, potevano farla di un colore diverso...

 Ma quando ce la cambiano, cavolo, era la cosa più fica e comoda del mondo.

Questo semplicemente perché non ci riconosciamo più, sembriamo colleghi di qualche altra compagnia aerea, non siamo più noi e questo ci destabilizza.
Tutti i cambiamenti sono destabilizzanti, soprattutto quando sono improvvisi e radicali. La divisa degli assistenti di volo Alitalia è stato davvero un cambiamento improvviso.

Si certo tutti sapevano che la divisa sarebbe cambiata, che sarebbe stata rossa e che avrebbe ricordato molto quella dell'Ethiad, ma nessuno sapeva il giorno esatto che sarebbe diventata ufficiale. Solo due/tre giorni fa è stato comunicato che dal'8 giugno tutti gli equipaggi in partenza da Fiumicino e Milano avrebbero dovuto indossare la nuova uniforme!!!
Un bel colpo per tutti.
E questa mattino girando per Fiumicino, Linate e Malpensa si vedevano cappellini rossi e giacche verdi passeggiare e parlare tra loro. Questo perché
alcuni equipaggi tornavano da turni partiti nei giorni precedenti e quindi ancora con la vecchia divisa, e altri in partenza oggi, obbligati ad indossare la nuova divisa.
Un vero tripudio di colori!!!!!!
Oggi Facebook è stato tempestato da selfie di assistenti di volo che immortalavano la vecchia divisa con didascalie tipo "ultimo volo", "addio vecchia divisa", ecc.
E nello stesso momento altre hostess si immortalavano con un trionfo di cappellini rossi, un malinconiche, un po' fanatiche. Perché diciamolo pure, sto rosso non è poi così brutto e il cappellino tanto criticato, in fondo, incuriosisce parecchio. E le hostess so femmine, e le femmine si sa non sono tutte uguali. Ognuna di loro ha avuto una reazione diversa.

Per gli assistenti di volo Alitalia è finita un'era. Questo si sente dire tra loro. Ma la divisa è solo la punta dell'iceberg chiaramente, è ciò che tutti vedono, ciò di cui tutti parlano ed è facile da criticare o da amare, ma la realtà è un'altra, dietro questo vistoso cambiamento si nasconde uno sconvolgimento totale di un lavoro molto particolare. La realtà Alitalia non è la più la stessa e coloro che lavorano per la compagnia di bandiera, oggi stanno subendo in prima persona un violento stravolgimento della vita privata e professionale.
Troppo spesso si è detto che era una categoria di privilegiati, ma io personalmente rifletterei su un umile pensiero.
"Se anche una categoria di privilegiati come erano loro, hanno perso tutto.... non dovrebbero aver paura tutte le altre categorie di lavoratori i Italia?"
Questa è solo una mia riflessione, questo blog non è assolutamente nato per aprire discussioni contrattuali o sindacali eh... non era la polemica lo scopo di questo piccolo articolo.

Questi giorni ho letto, come voi, centinaia di commenti, post e articoli su questo argomento non credo di avere nulla aggiungere...

...Volevo solo onorare una giornata come questa e dare voce e luce a tutte queste cravatte e foulard appesi che ho avuto la fortuna di incontrare.......

Buon volo a tutti

mercoledì 28 gennaio 2015

SAI CHI C'E' A BORDO? - C'È QUELLO CHE...




Non so esattamente quanti lavori ti danno la possibilità di avere ogni giorno colleghi diversi. Relazionarsi quotidianamente con persone di ogni genere, da una parte e' stimolante, ma dall'altra è estremamente faticoso. Gli assistenti di volo ogni avvicendamento, cioè ogni volta che partono si incontrano in una saletta per formalizzare l'equipaggio (si dice così) e incontrano coloro i quali saranno i compagni di avventura dei tre/quattro/cinque giorni successivi. E' in questa fase pre-volo che dopo le presentazioni iniziali ci si comincia a studiare. Come in qualsiasi altra situazione sociale ci si osserva e si cerca di capire con chi si avrà a che fare.
Posso dire che dopo tanti anni, generalmente non ci si sbaglia mai. La radiografia che ci si fa in sede di brefing risponde quasi sempre alla verità.
Ho fatto una semplice lista dei tipi comuni, i più votati e mi sono concentrata sugli uomini, ma prossimamente ce ne sarà una anche sulle mie colleghe femminucce!!!!!!!


C'è quello palestrato. Mangia solo quello che dice lui e non si astiene mai dal ricordarti quanti grassi saturi ci sono in quello che stai mangiando. Le sa tutte!!!!!!

C'è quello filo-aziendale. Il lecchino per antonomasia!!!! Conosce a memoria il manuale, porta la divisa in modo impeccabile, scarpe sempre lucidissime, scatta come un soldatino al "dlin" del passeggero. Non sta mai male e se sta male, parte lo stesso!!!!!

C'è quello sindacalista. Crede fermamente nei diritti dei lavoratori, l'azienda per lui è' sempre dalla parte del torto, ma lui è' di solito (non sempre eh)', quello che si fa natale capodanno e pasqua a casa.

C'è quello che rimorchia. Ha due/tre/quattro schede del telefono. In ogni città dove arriva ha un'amica da incontrare. Si sente veramente un gran fico!!!! Generalmente è' un cesso.

C'è quello che ha famiglia. Un papà perfetto, marito perfetto, non esce mai per risparmiare... Deve paga' il mutuo... parla sempre solo della scuola dei figli, dello sport dei figli, del pediatra dei figli, e dei figli....

C'è quello che si è rotto di fare questo lavoro. Lui ha un altra attività, un sacco di hobbies. Non sorride mai, ti parla a malapena e se lo fa si capisce che gli stai scocciando. Se gli chiedi "ma perché non te ne vai visto che hai altro da fare?", di solito ti risponde "eh ormaiiii, mica posso buttare tutti questi anni... eh ma se le cose vanno come dico io... prima o poiiiii...
Ma non ci vanno mai come dice lui eh!!!!!!!

C'è quello che è stupido, anzi, diversamente intelligente. Dopo 20 anni di aeroplano ancora non ha capito come si fa e dove stanno le cose. E' il tipo "passavo di qua per caso".

C'è l'intellettuale, questi stanno dappertutto eh!!!!! Legge di tutto, informatissimo su ogni argomento.
Qualsiasi conversazione esca nel galley, lui interviene con un tono saccente che dice chiaramente "non ci capisci niente"... Sa tutto lui.. E va beh

E poi c'è quello che ha deciso di salvarsi da questa vita infernale. Ha chiesto il part time e trascorre metà dell'anno in un ashram in india a meditare, mangia solo vegano, non beve, non fuma, non parla se non per indottrinarti sulla filosofia in cui crede. Non esce mai dall'albergo, o quasi. Deve meditare e fare yoga. (detto tra noi, a me non sembrano così rilassati questi tipi qua)

Insomma la fauna maschile è davvero molto variegata, ma vi assicuro che anche quella femminile non scherza eh....
Chissà se qualcuno sorridendo ci si riconosce...

martedì 25 novembre 2014

VOLIAMO VIA







Quando sentiamo parlare di violenza sulle donne, immaginiamo subito una donna con la faccia tumefatta. Quello su cui vorrei oggi porre l'attenzione è invece un'altro tipo di violenza, la violenza psicologica. Che difficilmente è denunciabile e difficilmente se ne esce.

Potrebbe sembrare un articolo poco attinente al tema di questo blog, al contrario è proprio volando ogni giorno che ho raccolto tantissime informazioni su questo argomento. Una situazione che ho vissuto io in prima persona e che troppo spesso sento raccontare dalle mie colleghe. Forse fare l'assistente di volo crea una crepa sulla personalità, ci rende più fragili, ci rende più bisognose di punti di riferimento con una paura esponenziale di perderli?
Non lo so. So che nel mondo ci sono molte donne che vengono picchiate, ma credo questa sia solo la punta dell'iceberg. La violenza fisica, provoca danni sempre più gravi e sempre più evidenti, ciò porta, prima o poi ad una ribellione, una denuncia o almeno qualcuno che se ne accorga. Nella maggior parte dei casi questo salva la donna che la subisce.

La violenza psicologica no, non si vede, non lascia segni evidenti all'esterno. Generalmente la violenza fisica inizia con una violenza psicologica perpetuata nel tempo.
L'uomo violento, arriva a picchiare, dopo un periodo, più o meno lungo, in cui ha messo a dura prova la pazienza, la tolleranza,  la capacità di reazione della sua donna.

Vorrei semplicemente estrarre un profilo di questa situazione, in modo da poter sensibilizzare tutte le donne, e anche tutti gli uomini, e portare ognuno di noi a chiedersi "è la mia storia??"

- Lui sembra l'uomo perfetto. Nessuno potrebbe mai parlarne male o immaginare qualcosa fuori da normale;

- un grande amore, tutto nasce con un qualcosa che sembra un grande amore con una forte passione;

- lui è un tipo apparentemente determinato, impone il suo volere esprimendolo sempre facendolo passare come "la correttezza" in assoluto;

- tutto inizia con piccoli sgarbi, piccole offese, lei quasi non se ne accorge. In genere pensa semplicemente che il suo uomo è molto rigido e poco tollerante per carattere;

- lei sente, ascolta, a volte risponde, a volte lo lascia stare, preferisce soprassedere per non litigare;

- le critiche e le richieste di lui aumentano mese per mese. Lei fa del tutto per soddisfarlo, ma subito nascerà un'altra cosa che non va bene;

- lui critica quasi tutto ciò che la riguarda, la fa sentire sbagliata. I suoi amici non vanno bene, la sua famiglia non va bene, il suo lavoro dovrebbe gestirlo in un modo diverso;

- tutto questo avviene tra mille TI AMO e mille TI DESIDERO e mille SEI LA DONNA PIU' BELLA DEL MONDO e mille NON POTREI VIVERE SENZA DI TE;

-  quando discutono e lui si fa negare,  lei non respira, sente la sua mancanza in modo ossessivo, ogni volta torna da lui, anche sapendo di non avere nessuna colpa per quell'ultima discussione;

- lui non vorrebbe che lei avesse una vita sociale senza di lui, la fa sentire una donna poco seria se esce con le amiche, anche solo per negozi (perché le amiche sono tutte donne "facili"). Lei comincia ad isolarsi.

- la controlla attraverso tutti i mezzi possibili.

- di solito, questo genere di donna non ha veramente nulla da nascondere, quindi, per quieto vivere tiene tutto alla luce del giorno;

- i divieti aumentano, ma la maggior parte delle volte è la donna stessa che se l'impone per non arrivare allo scontro;

- le discussioni sono sempre più frequenti e lui ogni volta alza di più la voce, ogni volta si esprime con una violenza verbale maggiore della volta precedente. La insulta, la offende e la fa sentire sempre più sbagliata;

- lei ogni volta cerca di ritrovare la pace; non lo vuole perdere, pensa che potrà migliorare, pensa che lui lo stia facendo per aiutarla ad essere una persona migliore. Del resto glielo ripete sempre.

- Le discussioni aumentano cosi tanto e diventano cosi insostenibili per lei che se succede che la donna prova ad allontanarsi, trovando magari la forza da un'amica o da qualsiasi altra cosa, lui crolla;

- se lei inizia a farsi negare e lui capisce che la sta perdendo, impazzisce. Torna da lei in lacrime, si dispera, la fa sentire la donna più amata della Terra. Riesce sempre a riprendersela.

- dopo un breve periodo di tenero amore, un qualsiasi futile motivo fa tornare l'incubo e lui torna ad essere l'uomo che era sempre stato.

- dalle umiliazioni e ai rimproveri, il primo passo verso la violenza fisica, è la spinta.
iniziano i primi spintoni durante una litigata;

- lei perdona anche questa;

- dalla spinta, ormai gli argini sono rotti, lei è già succube, e arrivare al viso tumefatto il passo è breve.


E' più o meno così che si incappa in una spirale di violenza. Il giorno che si arriva agli spintoni, la donna è già palesemente persa in qualcosa che non è in grado di gestire. Ormai è già entrata nel pensiero ossessivo "me la sono cercata". Tra i due si crea una forma di dipendenza, l'uno dipendente dall'altro. Negli amori malati c'è un graduale adattamento alla manipolazione fino alla violenza.

Quello su cui vorrei porre l'attenzione però è l'aspetto dell'amore malato. L'ho vissuto personalmente e ne sono uscita solo con qualche livido, grazie all'immenso amore che ho avuto intorno in quegli anni.
Gli amici, le amiche, i figli, mi hanno aiutato a fare il passo indietro quando ancora ero in grado di farlo con le mie sole gambe.

Sulla giornata di oggi si sono dette e scritte miriadi di cose. Oggi 25 novembre 2014, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Voglio dirti solo una cosa a te che stai leggendo e forse la tua storia somiglia un po' a quella che ho descritto….
"se trascorri molto tempo in lacrime per lui, se senti che qualcosa  non va, ma non sai perché no riesci a definirlo, se hai la minima percezione che tu stia vivendo un amore malato, SCAPPA, sparisci tirati indietro prima che sia troppo tardi. Esci da una storia che ti regala più momenti brutti che belli. Ascolta le tue sensazioni, ascolta la tua vocina interiore, non sbaglierai mai"
Lascialo…. non sei tu quella sbagliata!
















martedì 15 aprile 2014

SPERIAMO CAPITI VICINO A ME - UNA FANTASIA PIUTTOSTO COMUNE






Piaciuto???? Lo conoscevate tutti immagino...
Beh quante volte avete preso l'aereo e avete pensato chissà chi mi capita vicino????

L'aereo è sicuramente un luogo dove facilmente si fanno nuove amicizie, si incontrano persone nuove è un ambiente dove restiamo chiusi e a stretto contatto con altre persone per molte ore e questo forse mette in moto la fantasia di ognuno di noi.

Spesso mi ritrovo sulla porta a fare l'imbarco e ogni giorno osservo con curiosità le centinaia di persone che salgono e ognuna a modo suo mi incuriosisce. Le persone che viaggiano sole sono quelle che attirano di più la mia attenzione, comincio a pensare "chissà dove va... chissà se qualcuno l'aspetta a destinazione.. chissà perché...". Contemporaneamente la cosa che attira maggiormente la mia attenzione e' osservare a chi capiterà vicino quella persona. Sbirciare un pò nel destino degli esseri umani che sono capitati lungo il mio percorso.

Era un pò che volevo scrivere un post su questo argomento e da qualche settimana osservo con molta attenzione i passeggeri durante l'imbarco e noto delle situazioni veramente singolari.
- ragazzetta giovane, carina, minuta con un atteggiamento cordiale ed amichevole, capitare accanto al classico signore in abbondante sovrappeso e sudaticcio....
- ragazzo 35/40enne belloccio, fisico scolpito che sale a bordo con magliettina appoggiata li per caso a far vedere anche l'ultimo pezzetto di tricipite, sorrisetto stampato in faccia, che capita accanto ad un dolcissima e tranquillissima suora.... (che prega tt il volo)..
- signora in carriera, elegante in tailleur, con tablet, PC, smartphone e una miriade di fogli in mano. Si siede frettolosamente perché deve finire di laovorare, si guarda intorno per vedere se qualcuno la sta guardando, ha bisogno di pace, ma vorrebbe poter raccontare di cosa si sta occupando, capita vicino ad un bambino scalmanato....
- poi c'è lui, il nostro passeggero preferito... l'imprenditore del nord (generalmente).. il famoso "lavoro, guadagno, pago, pretendo..."... che dire su di lui??? Chiunque gli capiti vicino ne soffrirà perché sarà una lamentela continua. Chi vorrebbe accanto????? Ancora non l'ho capito..
- ma a volte il destino ci mette lo zampino... e qualcuno si ritrova esattamente vicino a chi avrebbe desiderato..

In tutte queste mie riflessioni, in questo periodo ricevo una mail bellissima da un passeggero che segue questo blog,  che vorrei condividere in questo post che mi da la possibilità di sbirciare al gate. Mi offre l'opportunità di spiare cosa pensano i passeggeri poco prima di imbarcarsi.
Di seguito la mail:

Diciamoci la verità: nel gioco di sguardi e di osservazione che si crea fra passeggeri durante l’attesa al gate, si effettua una spontanea selezione delle persone che si vorrebbe avere accanto quando preso posto a bordo. Sono momenti in cui si avvia una sorta di cernita basata su affinità spontanee, suggerite da dettagli, abbigliamento, libri sottobraccio, cover di cellulari, gioielli indossati. Insomma, i momenti di attesa all’imbarco danno modo di esplorare una moltitudine di particolari per i quali riteniamo di poterci creare alcuni tratti delle linee interiori di una persona. Un libro particolare di cui si sfogliano lentamente le pagine, un ombrello con il marchio di una griffe artigianale, la felpa che reca il logo di un’azienda di cui siamo simpatizzanti…Tutto ciò stimola una voglia di confronto che si avrebbe piacere a proseguire in cabina, tanto più che lo scarso spazio a disposizione una volta seduti comporta una vicinanza adatta alle chiacchiere. Ma la realtà si compone anche di probabilità, e il caso che quella persona occuperà esattamente il posto accanto al proprio è davvero minima. Così capita di allacciare le cinture e cercare con lo sguardo dove sarà mai quella donna o quell’uomo di cui vorremmo piacevolmente sapere di più. Se ne seguono i passi in corridoio, si spera che la sua carta d’imbarco la fermi proprio in quel sedile a fianco ancora vuoto. Anche la direzione dello sguardo è capace di dare indizi. È infatti tipico di ogni passeggero alzare gli occhi leggermente verso l’alto quando i numeri indicati nella striscia sotto le cappelliere si approssimano a quello assegnato. Se si è ancora a distanza, lo sguardo rimane invece puntato davanti a sé. E invece no, quella persona prosegue oltre. E magari si piazza solo a poche file di sedili di distanza, peggio ancora se accanto a qualcuno che, invece, ci suscitava un’epidermica antipatia fra le persone in coda. Non si afferma nulla di nuovo dicendo che l’aereo è un rapporto in scala di vita quotidiana. Chi mai potrà dirci cosa sarebbe accaduto se ad un semaforo fossimo arrivati un minuto prima o un minuto dopo, se avessimo svoltato a destra o a sinistra, se la nostra attesa al cellulare si fosse protratta un istante di più? E alla stessa maniera non sapremo quali cambiamenti avrebbe potuto comportare sedere in aereo vicino a una persona che, per i motivi più disparati, esercitava una forza attrattiva. Meglio non saperlo e restare nel campo dell’immaginazione, di pagine di vita scritte con delicata fantasia e che durano sì e no il tempo di una transvolata, pronte a cancellarsi e riscriversi al successivo ingresso a bordo.
F.P.

Dopo tutto questo arrivate da me. E a volte io questa magia che si è creata la sento, la percepisco nei vostri sguardi e quando posso cerco anche di essere complice e "aiutarvi"..
Del resto non è compito di un assistente di volo rendere il vostro soggiorno a bordo più piacevole possibile????

Lo so... ora volete sapere se mi è mai successo di assistere ad una scena tipo "Emanuelle"....
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E a  voi????
Daiii, all'assistente di volo glielo potete confidare.... tanto poi scendete e non rivedete più....

sabato 8 marzo 2014

UNA CONFESSIONE - L'AV PROPRIO NON SOPPORTA...

Secondo un sondaggio realizzato da skyscanner, il passeggero ideale è un uomo trentenne che viaggia solo, per piacere e non per affari, e che soprattutto viaggi in classe economica. Insomma è confermato che i vizi dei vip non piacciono a nessuno. Pare che la maggior parte degli assistenti di volo non amino lavorare nella classe di "maggior prestigio", proprio per la tipologia di passeggero con cui si ha a che fare. Prima di tutto mi colpisce il fatto che venga fatto un sondaggio su questo argomento. Curioso no? Il passeggero ideale...mah!!!! Considerando che i passeggeri sono coloro che ci pagano lo stipendio, sarei curiosa di sapere se gli impiegati delle poste fanno sondaggi su coloro che pagano le bollette, se i medici fanno sondaggi sugli assistiti, o se gli autisti di autobus analizzano i comportamenti dei loro passeggeri terrestri. Forse si... Questo però mi ha fatto venire in mente che qualcosa in proposito posso dirla anche io che con i passeggeri ci vivo a contatto quotidianamente. Premetto, ovviamente, che quello che scrivo non vuole sminuire o offendere nessuno, è solo un'analisi comica, una caricatura di aneddoti quotidiani. Ciò' che gli assistenti di volo proprio non sopportano dei comportamenti abituali dei passeggeri??? Vi confesso qualche atteggiamento chee si ripete spesso e che proprio ci va giù' per storto, a prescindere dall'età, dal sesso, o dalla classe in cui volano, e vediamo se qualcuno di voi ci si riconosce!!!! La cosa proprio più antipatica in assoluto e': - schioccare le dita per attirare la mia attenzioneeeee!!!! Ti prego no non farlo (questo lo dico io, ma vi giuro che è uscito anche da un sondaggio) E poi: - coloro che si alzano prima che il segnale delle cinture allacciate si sia spento. Dove volete andare??? - coloro che cercano di spingere bagagli e borse da dimensioni impossibili nella cappelliera. I bagagli troppo pesanti e voluminosi vanno spediti. Non abbiamo vani segreti sull'aereo dove stipare qualsiasi cosa. - chi parlotta durante la dimostrazione di sicurezza - chi riempie la tasca della poltrona di fronte di immondizia. - chi si lamenta continuamente della temperatura (non riusciremo mai ad accontentare 200/300 persone) - sapete che "per favore" e "grazie" sono due paroline magiche che ci cambiano la prospettiva del volo???? - i passeggeri arrivano a bordo che devono bere acqua e andare in bagno immediatamente??? Perché!!!!! Questo per noi è' un grande mistero - i telefoni cellulari avrebbero bisogno di un post a parte, ma mi limiterò a dire soltanto "spegneteli quando vi chiediamo di farlo" - una curiosità personale: Ma anche se state guardando un film o ascoltando la musica perché fate finta di non vedere il nostro carrello bevande arrivare??? Quando vi chiediamo "gradisce qualcosa da bere?" Potreste togliervi le cuffie ed evitare di farci ripetere 3/4 volte la stessa domanda??? Non ci credo che non mi avete visto arrivare e non sapete cosa sto per chiedervi... - ah vi svelo un segreto!!!!!! Noi non abbiamo la minima idea di dove siamo e cosa stiamo sorvolando... - quando ci vedete passare nel corridoio non potete riempirci di immondizia personale. Soprattutto pannolini sporchi dei bambini e fazzolettini smocciolati!!! Ma c'è bisogno di dirlo??? - vi portate delle valigie enormi, pesantissime, borse, borsette, cartelle e non avete mai una penna????? Altro mistero!!!! - dover svegliare il passeggero di fronte a voi perché vi da fastidio lo schienale abbassato durante il volo. Perché non glielo dite voi? - chi trova mille scuse per passare in prima classe! Ma perché?? Sapete che non possiamo passarci nessuno? Non abbiamo questo potere, non è mancanza di volontà. I casi veramente particolari vengono valutati dal comandante, solo lui ha il potere di fare delle eccezioni. - chi al termine del pasto, ci rende il vassoio trasformato in una torre di Pisa. Perché non riusciamo ad averlo nelle stesse condizioni in cui ve lo abbiamo dato? Solo i giapponesi riescono in questa impresa... quindi non è impossibile. - l'ultima cosa che mi viene in mente sono i passeggeri in transito. Se per qualche motivo il volo è in ritardo, non siamo in grado di organizzarvi la prosecuzione del vostro volo. Coloro che si arrabbiano hanno ragione, ma noi non possiamo fare niente dall'alto dei cieli. E' inutile insistere. La maggior parte delle cose che vi rispondiamo fanno parte di uno schema standard che utilizziamo per dare delle risposte, ma in realtà non sappiamo cosa succederà una volta atterrati. A questo punto credo che la maggior parte dei passeggeri, abbia già visualizzato alcune di queste situazioni, ma giustificandone ognuna con un comportamento degli assistenti di volo. Sono certa che ogni persona che abbia volato qualche volta, sia perfettamente in grado di stilare una lista sui comportamenti fastidiosi del personale di cabina. Partendo da un: - quelle che non sorridono mai, e sembra ti stiano facendo un favore.. per arrivare fino..... Quanto mi piacerebbe leggere questa lista...

martedì 18 febbraio 2014

VITA DA HOSTESS - PERCHE' SI? PERCHE' NO?


Che lavoro fai?
Questa domanda a volte ci fa tremare. Quando abbiamo iniziato a fare questa vita era un'emozione dire "faccio l'assistente di volo", era bellissimo perché, come è giusto che sia, creava curiosità in chi ti ascoltava e noi entusiasti di quello che avevamo appena iniziato a fare, eravamo ben felici di soddisfarle tutte.
Oggi ci fa tremare. Dico oggi, pensando a me stessa, ovviamente. Perché dopo tanti anni, sappiamo già quali saranno le domande successive.
- Ma di volo???? (eh le mie bravissime amiche e colleghe ci hanno fatto un blog!!!!)
Questa è la prima domanda, sempre, anche se dici assistente di volo e non hostess o steward (perché col tempo si impara), le persone reagiscono come se non ci credessero e la risposta è "ma di terra o di volo?"
Allora le rassicuri, si hanno davanti un'assistente di volo.

- Che tratte fai? Ma pure lunghe? Cioé vai lontano?
Eh si vado lontano. Vado ovunque. Ovunque la compagnia per cui lavoro fa scalo.

- E quanto state fuori?
Beh dipende. I turni non sono tutti uguali. Dipende dalle frequenze dei voli. Ma su questo argomento le persone non ti seguono. Ci fermiamo nei posti in base a quante frequenze la nostra compagni ha in quella città. Il volo che arriva, in genere farà un ritorno, bene noi che arriviamo, generalmente facciamo il volo di ritorno. Quindi aspettiamo che l'aereo torni con la prossima frequenza.

- Ma quando siete nei posti, potete girare? Siete liberi?
Eh siii siamo liberi. Ancora non ci incatenano. Chissà magari in futuro...

- Ma vi pagano tutto? L'albergo è gratis.
Beh inutile dire che nulla è gratis. Questo lo sappiamo tutti. Per L'albergo, le compagnie aeree hanno delle convenzioni con alcune catene alberghiere. Quindi quando arriviamo non dobbiamo preoccuparci di pagarci la camera. Per il resto, paghiamo tutto. In busta paga c'e' un piccolo rimborso. Ma questo dipende dal contratto e dalla compagnia per cui si lavora.

- Ma tu sei una di quelle che fa.....? E iniziano a gesticolare sorridendo, facendo finta di indicare le uscite di emergenza.
Si sono una di quelle. Ma oggi, la maggior parte degli aerei hanno dei video che sostituiscono quel teatrino.
Perché essendo una parte importatissima del volo, il video permette l'esecuzione in tutte le lingue, compreso il L.I.S. (la lingua per i sordo muti).

La frase successiva è "che ficata il tuo lavoro!!!!"
Si è vero, in parte lo è e capisco che sia cosi affascinante e crea tutte queste curiosità. Ma lo è veramente???

Una cosa è sicura, ti permette di fare una vita fuori dagli schemi, ti permette di non stare mai nello stesso posto e ti da la possibilità di conoscere o entrare in contatto con un numero di persone infinito di qualsiasi parte del mondo. Per questi, ma anche per alti motivi, non possono farlo tutti. E per questo  motivo non a tutti ad un certo punto della sua vita è venuto in mente di  dire "voglio fare l'assistente di volo"

Diciamo che la maggior parte della popolazione mondiale conosce i lati belli e affascinati di questa vita, molti invece li immaginano. Ma pochi conoscono nel profondo il lavoro, che ovviamente, essendo tale, ha tanti lati negativi e per niente affascinanti.

- prima  di tutto, sfatiamo subito il primo mito. Non siamo miliardari. Abbiamo uno stipendio, come tutti i lavoratori dipendenti, viviamo di stipendio. E' vero, questo può essere piu o meno alto, in base alla compagnia per la quale si lavora, ma non siamo ricchi. Per quanto uno stipendio puo essere sopra alla media, non sarà mai vicino alle cifre che ho sentito millantare in giro.

- A meno che non si lavori per una compagnia che fa solo voli charter, non passiamo la nostra vita su una spiaggia bianca, sotto una palma a bere cocktail.

- Non facciamo orge nelle camere degli alberghi. La maggior parte di noi ha una famiglia.
E chi non ce l'ha non passa il tempo della sosta a fare zozzerie con le colleghe.

- Spesso voliamo con colleghi che non conosciamo, quindi ogni volta si deve ricreare un'integrazione con l'equipaggio. E non tutti siamo simpatici. (un pò come succede nella vita).

- L'aereo gonfia. Scendiamo deformati da ogni volo. La stanchezza fisica è sicuramente accentuata dall'effetto della pressurizzazione. Per questo noi donne portiamo dei collant orribili. Le foto con hostess fichissime e sexy, non rispondono proprio alla realtà.

-L'aria dell'aereo disidrata tantissimo. per questo abbiamo sempre un bicchiere d'acqua in mano, quando non siamo in cabina.

- L'aereo non è un ambiente sano, siamo costantemente in contatto con batteri di tutti i tipi e di qualsiasi paese. I filtri dell'aria degli aeroplani non sono pulitissimi. Respirare quell'aria riciclata tutti i giorni per tante ore consecutive, vi assicuro fa malissimo.

- Tutti gli anni siamo sottoposti a visite mediche complete da enti competenti.

- Le radiazioni cosmiche che ogni giorno assorbiamo sono cancerogene. Gli assistenti di volo, in media,  non vivono molto a lungo...

- A bordo c'è un ambiente molto gerarchico. E la gerarchia va rispettata. Non credo ci sia bisogno di spiegare. C'è un permesso da chiedere per qualsiasi cosa si voglia fare.

- Volare è pieno di regole. Tutto è codificato, anche la cosa che sembra più banale, non lo è. Tutti dobbiamo rispettarle.

- Studiamo tanto. Sempre, fino all'ultimo giorno di volo, avremo corsi, simulazioni ed esami valutativi da superare. Periodicamente siamo in aula.

- Su ogni volo, abbiamo una rapporto valutativo personale. Con tutte le conseguenze, nel caso fosse negativo.

- Spesso non  siamo presenti ad eventi importanti che riguardano la nostra famiglia. Non esiste Natale, Capodanno, Pasqua, compleanni, recite scolastiche, anniversari o appuntamenti di vario genere. Potremmo esserci, ma non sempre e non è mai sicuro.

- Le sveglie la mattina sono veramente all'alba. Di solito usciamo di casa quando gli altri tornano da qualche festa e vanno a dormire.

- Perdiamo almeno metà delle notti in un mese, se facciamo gli intercontinentali.

- I fusi orari a lungo andare ti devastano.

- Alcuni dei nostri giorni di riposo sono considerati "a disposizione". Quindi potremmo essere chiamati in qualsiasi momento per partire.

- Abbiamo dei periodi, piu o meno lunghi, in cui siamo di riserva. Quindi completamente a disposizione della compagnia. Loro chiamano, loro decidono quando sarai libera/o, e per quanti gg starai fuori.

- Se hai amici che non fanno questo lavoro, non sperare di riuscire a frequentarli tanto. La gente solitamente ha il week end libero, le ferie d'estate, e i giorni rossi del calendario sono sacrosanti. Per noi è esattamente il contrario.

- Se per caso decidi di fare un figlio, non potete neanche immaginare quanto sia difficile.

Questi sono solo alcuni aspetti che i sono venuti in mente, ce ne saranno sicuramente altri e molto forse dipende anche per quale compagnia aerea stai lavorando. Ma credo che questi più o meno siano dei punti comuni.

Come tutti i lavori, anche questo ha degli aspetti non proprio idilliaci. Ma noi l'abbiamo scelto anche per i suoi aspetti negativi, perché credo che ancora oggi, nonostante siano cambiate tantissime cose, i lati positivi compensino alla grande tutte le difficoltà.
E tutt'oggi, nonostante la stanchezza, nonostante le difficoltà familiari, nonostante non sia padrona di tutte le mie giornate, credo che non avrei mai potuto fare una vita diversa.


sabato 15 febbraio 2014

PAX AND ME - VI SVELO I SEGRETI




E' tra le prime cose che ci insegnano. Prima di tutto la sicurezza e di conseguenza tutto l'aspetto tecnico del volo, ma subito immediatamente dopo ci sono loro, i passeggeri, i nostri clienti, i nostri ospiti.
Ci insegnano ad essere degli ottimi padroni di casa, si perché quando arrivano a bordo e' un po' come se fossero a casa nostra. Ai corsi impariamo ad avere a che fare con varie tipologie di passeggero, ma come in tutte le cose e' solo "vivendo" che si impara veramente. In questo caso, "volando", appunto.
E' vero noi siamo a bordo per le emergenze, questa e' la nostra principale competenza, siamo preparati ad affrontare qualsiasi tipo di emergenza tecnica. Facciamo corsi ogni anno con simulazioni di vario tipo. Si, siamo preparati.
Nessun corso però può insegnarti ad avere a che fare con l'aspetto umano di questo lavoro. L'assistente di volo nella sua vita lavorativa, fortunatamente non utilizzerà mai tutte le sue competenze tecniche, ma quotidianamente porta la sua professionalità sul piano umano.
Vi assicuro che avere a che fare con 200/300 persone al giorno e' una gran prova di vita. Una vita meravigliosa, ma per niente semplice.

Ognuno di noi ha imparato che il passeggero sull'aereo porta se stesso, con un background sicuramente faticoso. Prima di arrivare a noi, c'è stato un call center, un'agenzia di viaggi, mille telefonate, una biglietteria, un controllo dei documenti, un body scanner, un check in e tante ma tante attese. Noi siamo l'ultimo step prima della destinazione finale. Siamo noi che li portiamo in quel posto programmato da settimane o mesi. Chi per necessità, chi per vacanza, chi per malattia, chi per amore, ma tutti si spostano da un capo all'altro del mondo per un validissimo motivo.
Il momento in cui incontrano noi, sanno che ce l'hanno quasi fatta, si possono rilassare, dopo poche ore saranno a destinazione.
Noi li vediamo dal finger, o dalla scala e già abbiamo una vaga idea di chi sta per salire e forse anche il perché. Ognuno di noi ha sviluppato in parte questa piccola capacità.

L'imbarco, il momento fondamentale. E' il momento in cui ci guardiamo negli occhi la prima volta. Gli assistenti di volo sono in grado di capire chi hanno di fronte già dal "buongiorno". E' difficile che ci sbagliamo. Ma una cosa la possiamo fare... abbiamo il potere di trasformare un buongiorno arrabbiato in un arrivederci con il sorriso. E' questo in realtà il nostro lavoro e io desidero che questo si sappia e che si porga un'attenzione particolare a questo aspetto.

Arrivano a bordo sudati, trafelati, affaticati, arrabbiati, felici, spaventati, confusi. Ognuno con la loro carta di imbarco e il loro bagaglio!!!!!! Il bagaglio a mano!!!! Prima nota dolente, seconda fase dalla quale si capisce con chi abbiamo a che fare. Bagaglio a mano = figlio. In quella borsa ci sono le cose più importanti che abbiano mai posseduto. Deve stare a sinistra in posizione verticale, a destra ma sdraiato, ma sempre esattamente sulla cappelliera corrispondente al proprio sedile. Si, perché ognuno di loro crede che la cappelliera sopra al sedile a loro assegnato sia di sua proprietà. In quel momento è' talmente importante sistemare il bagaglio, che non si rendono conto che su un aereo non possono esserci 250/300 cappelliere. Del resto, noi assistenti di volo lo sappiamo bene, i passeggeri su un aereo non si comporteranno mai come farebbero nella loro vita quotidiana. L'aereo non è un habitat naturale per l'essere umano, quindi fanno e dicono cose strane a volte. Siamo noi che col passare delle ore riusciamo a renderlo tale.

Sistemato il bagaglio si siedono, prendono possesso del loro posto. Il posto che il terra' li inchiodati, fermi per tante ore. Ma mica tutti eh!!!! Qualcuno dimentica di prendere gli occhiali in borsa, qualcuno il libro, qualcuno i giornali, qualcuno il cellulare acceso. Si alzano e bloccano l'imbarco.
Ma li ci siamo noi, che riusciamo quasi sempre a fare il miracolo e far sedere tutti nel più breve tempo possibile, rispettando le esigenze di tutti.

Finalmente tutti seduti e cinturati. Non tutti!!!!! Passando in cabina per il controllo a ciascuno di noi sarà capitato il passeggero che non vuole mettere la cintura. Io ho sentito frasi tipo "signori' io non me la metto la cintura perché se no se succede qualcosa non posso scappa'!!!". Ma io dico..... dove vorrà scappareee... Boh!!!!!
Cabina pronta al decollo. Driiiiiiiiiiiiinnn!!!!! Un cellulare che suona al  decollo c'è quasi sempre vero??!!... Ecco la solita frase "scusi ma sa io sto lavorando". Invece noi stiamo li perché ci piace metterci la divisa e dare fastidio a loro. Comunque alla fine riusciamo ad ottenere l'off di tutti gli apparati elettronici. Si decolla.

Dopo il decollo le persone si rilassano. Sanno che da li a poche ore saranno dove vogliono essere e passato il decollo un po' di ansia rimane a terra. Guardano fuori. L'emozione del cielo intorno a te è' sempre unica, sia che tu abbia volato mille volte, sia che sia la tua prima volta. Sanno che da li a pochi minuti arriveremo noi con il pasto e le bevande. Eh si i passeggeri arrivano sempre affamati a bordo, chissà perché!!!!!!! Eppure l'aereo non è famoso per il gran gourmet....

Noi siamo intenti a preparare le nostre cose nei galley (la nostra zona di lavoro). Loro si preparano, si mettono comodi. Il viaggio e' lungo.
E' durante il servizio che entriamo a diretto contatto con ognuno di loro. Ognuno in un modo diverso, perché ogni persona ha esigenze diverse e soprattutto un modo di fare diverso. Dalla vecchietta diabetica, al signore sordo, al manager "so tutto io", al fico di turno, noi soddisfiamo quasi sempre tutte le loro richieste. Il primo passaggio in cabina ci fa rendere conto di come procederà il nostro volo. Il servizio solitamente non dura più di due ore e mezza, noi sembriamo concentratissimi con quello che stiamo facendo e lo siamo, ma riusciamo contemporaneamente ad entrare in contatto più stretto con i nostri passeggeri. Alla fine del servizio un po' li conosciamo, o almeno conosciamo qualcosa di loro. La signora al 23K che non sta bene, quella al 15J che ha paura, il 33A che è arrabbiato, e il 20D che ha voglia di rimorchiare. Insomma un'idea ce la siamo fatta.
Sappiamo che quel passeggero/a ci verrà a trovare durante il volo e ci farà un sacco di domande, e sappiamo quando abbiamo voglia di rispondere e quando no. Siamo stati noi che le/gli abbiamo dato un imput durante il servizio.  Qualcuno verrà a trovarci nel galley per raccontarci tutta la sua avventura e noi l'ascolteremo.
In questi anni ho sentito storie di vita interessantissime e mi sono appassionata ad ognuna di loro e a volte penso "chissà come è' andata a finire quella signora ......".

Verso la fine del volo la gente e' stanca, ha visto come minimo tre film, ha letto, ha ascoltato musica, ha fatto amicizia col vicino.
La discesa. Ci siamo quasi, la meta e' vicina, tutti si preparano. Mega fila davanti alle toilette. Le signore si truccano, tutti o quasi si cambiano in base a dove si stia andando. Estate o inverno!!!
Ci siamo l'avvicinamento, tutti cinturati. Si, stavolta lo sono quasi sempre. Forse sono sfiniti dal viaggio e non gli va di sentirci. Tutti gli schienali in posizione verticale. Eh lo so un bel fastidio!!! Si stavano rilassando, ma non si può, lo schienale e i tavolini devono stare SU.

Atterraggio. Beh sul lungo raggio l'applauso c'è sempre. Sono fantastici, e' un'abitudine che non si toglieranno mai. Forse è solo liberatorio. Forse ringraziano di essere arrivati sani, comunque a prescindere dal motivo l'applauso c'è sempre. A noi fa sempre sorridere, ma in fondo ci siamo abituati ai nostri passeggeri che tornano un po' bambini, e non ci dispiace così tanto.

Sbarco. Sono a destinazione, stanchi ma felici. Li vediamo scendere, li vediamo lasciare il nostro aereo, quasi sempre con il sorriso. Forse non li rivedremo mai più, forse ci siamo incrociati nel loro destino solo per quelle 10/12 ore, ma forse è stato un passaggio importante della loro vita, non lo sappiamo, ma una cosa io la so di sicuro, loro si ricorderanno sempre di te, e se per caso tempo dopo risaliranno su un aereo cercheranno il tuo volto e se lo per caso lo vedranno potranno dire al loro compagno di viaggio "io l"assistente di volo la conosco".

E noi??? Noi siamo sempre pronti per il prossimo decollo...